Torna all'indiceInsediamenti preistorici nell'area di Belverde

Gli insediamenti preistorici sul monte Cetona, come abbiamo già avuto di sottolineare, sono localizzati soprattutto nell'area di Belverde ed in particolare attorno al Romitorio di S. Maria.

Il più antico popolamento umano sul Monte Cetona risale al Paleolitico medio, periodo noto attraverso i complessi archeologici delle Grotte di Gosto, di San Francesco e Lattaia: l'uomo di Neanderthal visse, forse saltuariamente, in queste cavità, lasciando come traccia del suo passaggio gli strumenti di selce e i resti della fauna cacciata (cervo, bove, capriolo, cinghiale, cavallo).

Il Monte fu abitato, sebbene non continuativamente, durante il Neolitico e l'età del Rame. La fase meglio documentata è senz'altro quella della fine del V millennio a.C., caratterizzata dalla diffusione della ceramica cosiddetta "lineare", per la decorazione a linee incise (curve o dritte). Frammenti di questo tipo sono segnalati alla Grotta Lattaia, anche se il complesso più significativo è quello della Grotta dell'Orso a Sarteano. Le genti del III millennio a.C. (Età del Rame) hanno lasciato significative testimonianze del loro passaggio a Belverde. In questo periodo si afferma l'uso di seppellire i morti all'interno delle numerose cavità naturali presenti nella zona, deponendo come corredo vasi troncoconici e cilindrici decorati con tubercoli, squame e striature a forma di fiasco, biconici con un alto collo.

E' soprattutto durante l'età del Bronzo, nel II millennio a.C., che il Monte Cetona viene intensamente popolato. La frequentazione umana appare già più intensa del passato nella fase antica dell'età del Bronzo, ma il massimo aumento demografico sembra testimoniato durante la media età del Bronzo, attorno alla metà del millennio. L'uomo preistorico si è insediato in particolare nell'area di Belverde, dove ha eretto capanne, dove ha trovato ricovero in ripari sotto roccia e crepacci naturali (le cosiddette "tombe"), dove ha seppellito i propri morti. Qui i numerosi gruppi umani sono vissuti per alcuni secoli, dando origine a comunità agricolo-pastorali. Grande sviluppo ha in questo periodo l'artigianato ceramico: soprattutto nei secoli dal XVII al XIV (Bronzo Medio iniziale e Bronzo Medio "Appenninico"), si assiste ad una produzione di vasi caratterizzati da forme e decorazioni molto simili nell'area compresa tra la Val d'Orcia e la Valdichiana, così da far pensare ad un momento di grande omogeneità culturale.

Il passaggio tra il II e il I millennio a.C. segna un abbandono degli insediamenti di Belverde e, in genere, una frequentazione più sporadica di tutta l'area del Cetona. Questo fenomeno, secondo alcuni studiosi, è da mettere in relazione con le prime fasi di occupazione del territorio di Chiusi.

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